Anno 2023-2024
G. Muscatelli (Italia), Balena, 2022, pp. 161 “Balena è la storia di un corpo che cambia e diventa
gigantesco, ma è anche la storia di una donna che si riappropria di sé grazie a quel corpo. La morte
improvvisa di un genitore è una perdita troppo difficile da sostenere per una bambina. Così, a undici anni,
Giulia inizia a cercare di colmare quel vuoto enorme col cibo. Quasi volesse far posto “sotto la pelle che si
dilata” al padre che non c’è più, reagisce alla mancanza e al dolore assumendo le sue forme – quelle di
“un uomo grosso, un uomo enorme”. Il peso di Giulia passa da 40 a 80, a 96 chili, sembra non fermarsi
mai. Poi, insieme al corpo, cominciano a crescere il rifiuto di sé, la vergogna, il senso di colpa, il bisogno
di nascondersi. E presto arriva il bullismo dei compagni, ma anche di qualche insegnante, a colpirla e
umiliarla ogni giorno persino nel nome, ormai diventato quello di un animale: Balena.”
B. Salvioni (Italia), La Malnata, 2023, pp. 241 Monza, 1936. La storia è raccontata da Francesca, figlia
“per bene” di una famiglia borghese, il cui padre, imprenditore nel ramo dell’abbigliamento, cerca di
ingraziarsi l’esponente cittadino del partito fascista, sperando di trarne vantaggi per i suoi affari.
Francesca, però, è affascinata da una coetanea appartenente ad una famiglia numerosa e povera, costretta a
vivere di espedienti. La ragazza, Maddalena, gode di una libertà d’azione sconosciuta a Francesca: gioca
lungo il fiume con i maschi, va a pesca ed è protagonista di piccoli furti in città, dove tutti la conoscono
come la Malnata. Le due ragazze, imprevedibilmente, diventano amiche e crescono insieme, passando dai
giochi pericolosi ad avventure più serie, in cui loro malgrado vengono coinvolte, scoprendo e affrontando
i lati oscuri di una società in cui chi detiene il potere lo esercita in modo violento e sessista.
I. Tuti (Italia), Come vento cucito alla terra, 2022, pp. 382 Londra, 1914. La dottoressa Cate Hill,
dottoressa ginecologa, per mantenere sé stessa e la figlia piccola, svolge il suo lavoro di medico nei
sobborghi londinesi, non potendo esercitarlo negli ospedali pubblici, essendo donna e per di più di origine
italiana. Conosciuta per la propria abilità di chirurgo, viene contattata da alcune donne medico, impegnate
come suffragette nella rivendicazione dei diritti femminili, per fondare con loro il primo ospedale gestito
interamente da donne, per la cura dei feriti di guerra sul fronte occidentale. Queste donne, eroine della
professione medica, dovranno combattere a loro volta, contro i pregiudizi non solo degli ambienti
politico-militari, ma anche degli stessi pazienti ricoverati, che non si fidano delle loro cure. Tra i primi a
doversi ricredere sarà il capitano Seymour, curato per due volte da Cate, e che come lei dovrà imparare a
lottare contro i pregiudizi nati da un modo disumano di interpretare l’identità maschile.
Anno 2022-2023
G. Fontana (Italia), Morte di un uomo felice, 2014, pp. 261 Milano, 1981. Giacomo Colnaghi è un
magistrato impegnato nelle indagini sul terrorismo: sta indagando sull’omicidio di un politico
democristiano. Si dedica al proprio lavoro con dedizione e impegno, al punto da sacrificare il tempo che
vorrebbe dedicare alla moglie e ai due figli. Le indagini proseguono con successo, ma Colnaghi non si
limita a lavorare in modo meccanico e distaccato, sforzandosi di scoprire i motivi che possono
trasformare un giovane in un terrorista, convinto che solo comprendendo le radici del male si potrà
estirparlo. Il suo atteggiamento problematico viene guardato con perplessità dai suoi colleghi e dai
pochi, fedelissimi amici. E’ la stessa perplessità con cui veniva guardato suo padre, fucilato dopo
un’azione partigiana, quando Colnaghi era bambino, e di cui il magistrato sente ancora vivissima la
presenza e la necessità di ricostruirne la storia. Come suo padre, anche Colnaghi sente il dovere di
comprendere, di trovare un senso, una verità, anche a costo della vita.
D. Mencarelli (Italia), Sempre tornare, 2021, pp. 324 Racconto autobiografico (dello stesso autore
abbiamo letto Tutto chiede salvezza) avventuroso. Estate 1991: Daniele ha 17 anni e per la prima ha il
permesso di trascorrere le vacanze lontano dalla famiglia, con gli amici. Un piccolo incidente nella
notte di Ferragosto, però, lo induce ad una reazione impulsiva: abbandona gli amici sulla riviera
romagnola e decide di tornare a casa da solo, in autostop. Sarà costretto a vincere la propria timidezza
per chiedere ad estranei aiuto, acqua, cibo, casa. Incontrerà persone sulla cui vita si affaccerà per
qualche ora, ma che (per ragioni diverse) non potrà più dimenticare. “Ma soprattutto Daniele incontrerà
se stesso, in un fitto dialogo silenzioso in cui interpreta e interroga senza sosta ciò che gli accade, con
l’urgenza di divorare il mondo che si ha a diciassette anni, di comprendere ogni cosa e, su tutto, noi
stessi”.
M. Miller (U.S.A), Circe, 2021, pp. 411 “Ci sembra di sapere tutto della storia di Circe, la maga
raccontata da Omero, che ama Odissea e trasforma i suoi compagni in maiali. Eppure esistono un prima
e un dopo nella vita di questa figura, che ne fanno uno dei personaggi femminili più fascinosi e
complessi della tradizione classica. Circe è figlia di Elios, dio del sole, e della ninfa Perseide, ma è
tanto diversa dai genitori e dai fratelli divini: ha un aspetto fosco, un carattere diffìcile, un
temperamento indipendente; è perfino sensibile al dolore del mondo e preferisce la compagnia dei
mortali a quella degli dèi. Quando, a causa di queste sue eccentricità, finisce esiliata sull’isola di Bea,
non si perde d’animo, studia le virtù delle piante, impara a addomesticare le bestie selvatiche, affina le
arti magiche.” L’autrice, profonda conoscitrice dei miti greci, ricostruisce la storia completa del
personaggio, narrandola come un percorso di formazione, che conduce una ragazza dal carattere ribelle
a diventare una donna consapevole della propria identità e delle proprie scelte.
Anno 2021-2022
R.H Balson, (U.S.A.), Volevo solo averti accanto, 2014, pp. 420 Il libro si apre con una serata al teatro
dell’Opera di Chicago; tra gli spettatori spicca la figura di Elliot Roseweig, il più ricco e importante mecenate
della città. La serata sembrerebbe trascorrere tranquillamente, quando all’improvviso Roseweig si ritrova
davanti un uomo anziano che gli punta una pistola alla testa e lo accusa di essere in realtà un feroce criminale
nazista, di nome Otto Piatek. Si scoprirà che il signore anziano che ha sconvolto la serata è Ben Salomon, un
ebreo scampato ai campi di sterminio, il quale viene arrestato prima che possa compiere il gesto estremo.
Nessuno sembra voler credere alle parole dell’anziano signore, tranne la giovane avvocatessa Catherine
Lockhart, che decide di dargli una possibilità ed aiutarlo nella ricerca della verità e della giustizia. Il romanzo
è impostato come un legal thriller, ma ruota intorno ad una narrazione storica, e contiene anche una storia di
amore e amicizia, di fiducia e tradimento.
A. D’Avenia (Italia), L’appello, 2020, pp. 340 Un insegnante di Scienze di mezza età, Omero Romeo, viene
chiamato per una supplenza alle superiori, dopo diversi anni di lontananza dalla scuola a causa di una malattia
che lo ha reso completamente cieco. Questa condizione in un primo momento lo ha destabilizzato, e solo ora,
dopo molto tempo, è riuscito a ritornare ad insegnare. Gli viene affidata una quinta “D”: i maligni dicono che
la lettera sta per “Disperati”, ed effettivamente la classe ha un profilo poco invitante: si tratta di dieci allievi
superstiti, ognuno a suo modo portatore di difficoltà e ferite di vario tipo, fino ad allora mai rivelate, anzi,
vissute con rabbia o vergogna. Il nuovo docente, non potendo vedere i suoi allievi, inventa un nuovo modo di
fare l’appello, suscitando dapprima timori e qualche risatina, e poi ottenendo la loro fiducia. Ben diverse sono
le reazioni dei genitori, dei colleghi e del preside: perplessità, polemiche, provvedimenti disciplinari, finchè
scoppia un vero e proprio scandalo. Ma la quinta D, liberatasi dalla fama di classe isolata e indifferente, è ben
decisa ad agire per difendere il metodo del loro insegnante.
K. Hosseini (Afghanistan-U.S.A.), Mille splendidi soli, 2007, pp. 432 La vicenda si svolge in Afghanistan,
dal 1960 alla fine del secolo. Le protagoniste sono due giovani donne, di estrazione sociale e culturale molto
diversa. Mariam, nata da relazione extra-coniugale, non viene riconosciuta da proprio padre, che la condanna
all’isolamento e all’ignoranza. Per liberarsi di lei, la dà in sposa a Rashid, un calzolaio di Kabul, molto più
vecchio di lei. Mariam avrà una lunga serie di aborti, e per questo il marito la odierà, trattandola da serva.
L’altra protagonista è Laila, istruita e molto bella, innamorata del proprio giovane vicino di casa, Tariq,
costretto a fuggire a causa della guerra. Un razzo cade sulla casa di Laila, privandola dei genitori; per caso,
verrà portata in salvo da Rashid, cosicché le vite di Mariam e Laila si incroceranno: le due diventeranno
amiche e poi complici, per difendersi da Rashid, che nel frattempo ha convinto Laila a sposarlo,
sottomettendo anche lei. I colpi di scena più imprevedibili colpiranno la povera famiglia durante gli anni
Novanta, quando ormai Kabul sarà dominata dal regime talebano.
V. Perrin (Francia), Cambiare l’acqua ai fiori, 2018, pp. 476 Abbandonata alla nascita, Violette Toussaint
ha trascorso un’infanzia difficile passando da una famiglia affidataria ad un’altra. Diventata moglie e poi
madre, continua ad avere una vita familiare deludente e faticosa, finché si trasferisce in un paesino della
Borgogna, dove lavora come custode del cimitero. Cambiare l’acqua ai fiori è una delle tante attività che
riempiono le sue giornate, che tuttavia ora si rasserenano, grazie al precedente guardiano, che le insegna a
prendersi cura dell’orto, dei fiori e delle tombe abbandonate. Violette rivolge la sua gentilezza anche ai parenti
dei defunti; un giorno, un poliziotto di Marsiglia si presenta a lei con una strana richiesta: sua madre,
recentemente scomparsa, ha espresso come ultimo desiderio la volontà di essere sepolta in quel cimitero
accanto ad un signore del posto, deceduto qualche anno prima. Da quel momento le cose prendono una piega
inattesa, emergono legami fino allora taciuti e alcuni avvenimenti drammatici che hanno segnato per sempre
la vita di Violette.
Anno 2020-2021
D. Chiapello – I. Garavagno (Italia), Galeone Liceo, 2020, pp. 174 Romanzo di formazione a più voci e
più prospettive, racconta la storia di un anno scolastico in un liceo di provincia, la cui mole ricorda nella forma
una grande nave. La narrazione si concentra sulla classe quinta D, che si deve confrontare non solo con le
normali difficoltà dell’anno terminale, ma anche con il rischio che la scuola venga chiusa. Gli allievi della
classe decidono così di impegnarsi nel sensibilizzare l’opinione pubblica e i politici, per scongiurare la
chiusura. Intanto il tempo scorre, e si avvicina il momento dell’esame. Le voci narranti – una prof e due allievi,
Miriam e Fabrizio – si alternano nel descrivere i vari eventi scolastici e i loro effetti su chi li sta vivendo: i
giovani confrontano la loro vita che prende forma con gli insegnamenti che hanno ricevuto o stanno ricevendo,
in particolare dal nuovo prof di Filosofia, capace di catalizzare la loro attenzione; gli adulti si muovono tra i
ricordi e le disillusioni, e gli inevitabili bilanci di un percorso che è entrato nella sua fase discendente.
D. Mencarelli (Italia), Tutto chiede salvezza, 2020, pp. 204 Il romanzo, autobiografico, è incentrato su un
episodio della vita dell’autore – oggi affermato poeta e scrittore – accaduto nel 1994. In quell’estate Daniele
ha vent’anni, e in seguito ad una sua violenta esplosione di rabbia, i genitori non hanno altra scelta che
sottoporlo ad un TSO, “trattamento sanitario obbligatorio”, cioè il ricovero obbligato nel reparto psichiatrico
dell’ospedale cittadino. Daniele non è cattivo, non è “matto”, ma sente dentro di sé il peso insostenibile della
sofferenza del mondo che lo circonda. Per una settimana sarà costretto a dividere una stanza d’ospedale con
quattro pazienti decisamente fuori dagli schemi, che però rivelano doti umane insospettabili e con i quali
Daniele, forse per la prima volta nella propria vita, non si vergogna a mostrare chi è davvero. Intorno ai
pazienti, si muovono infermieri e medici, anche loro gravati dalle fatiche quotidiane, dalla paura, dai
pregiudizi. In questo scenario, i “matti” sembrano le uniche creature ad aver conservato una luce di umanità
A. Perissinotto (Italia), Il silenzio della collina, 2019, pp. 252 Il romanzo è costruito intorno ad un fatto
realmente accaduto, nel 1968: il rapimento di una ragazza, conclusosi tragicamente. Il protagonista,
Domenico, è un famoso attore di fiction, costretto a tornare nel paese natale, sulle Langhe, per assistere il
padre, ricoverato in un hospice per malati terminali. A poco a poco riprende contatto con le sue colline (ormai
famose nel mondo per i loro vini e i loro paesaggi, ma anche per gli scrittori che le hanno immortalate), con i
vecchi amici e i ricordi d’infanzia. Suo padre, però, nei suoi dormiveglia, gli parla piangendo di una “ragazza”.
Domenico indaga, e scopre che si tratta di Maria Teresa Novara, una ragazza di 13 anni rapita e ritrovata
morta in un paese lì vicino, cinquant’anni prima. Che cosa c’entra suo padre con lei e perché è così sconvolto?
Forse suo padre, oltre ad essere stato un cattivo genitore, è stato anche un uomo malvagio? La trama da
romanzo giallo si arricchisce di riflessioni sul rapporto genitori-figli, sulla violenza contro le donne e
sull’indifferenza che talvolta la circonda, e diventa quasi complice con chi la commette.
A. Walker (U.S.A.), Il colore viola, 1984, pp. 313 Romanzo epistolare, cioè costituito dalle lettere che la
protagonista, una giovane donna di colore di nome Celie, scrive prima rivolgendosi a Dio, e poi alla sorella
Nettie, fuggita per non subire la stessa sorte di Celie, costretta a sposare un uomo a cui deve fare da serva. Le
lettere rivelano inoltre che la protagonista era stata più volte violentata dal padre, che aveva poi fatto sparire
i due bambini nati da quelle violenze. Anche Nettie, accolta in una comunità e ormai impegnata in un progetto
di evangelizzazione in Africa, scriverà alla sorella, ma le lettere verranno nascoste dal marito a Celie, che solo
per una fortunata casualità riuscirà a leggerle successivamente. Scoprirà così imprevedibili verità sui propri
familiari, compresi i suoi due figli scomparsi. Imprevedibili saranno anche gli effetti che avrà su Celie
l’amicizia con l’amante del marito, una spregiudicata cantante che la spingerà ad emanciparsi. Ambientato in
una comunità nera statunitense della prima metà del XX secolo, il romanzo tocca i temi del razzismo, della
violenza sulle donne e della loro capacità di coalizzarsi e lottare per la propria indipendenza.
Anno 2019-2020
C. Frascella, (Italia) Brucio, 2016, pp. 343 Tommy Silvestre è un ragazzo il cui destino sembra
segnato da quando, all’età di dieci anni, ha perso in un incendio tutta la sua famiglia ed è rimasto
sfigurato in volto. Da allora è cresciuto sballottato tra centri sociali e famiglie affidatarie, senza ricevere
autentico affetto per via del suo aspetto che lo fa sentire “straniero”. Addosso e nel cuore porta i segni
dell’inferno che lo ha segnato in profondità. La gente non riesce a staccare gli occhi da lui per il disgusto,
l’orrore e malsana curiosità. A diciassette anni arriva in un paesino dell’Astigiano presso la famiglia
Cotta, molto impegnata nel campo sociale. Ma neanche qui Tommy è al riparo dai guai: appena giunto
in paese rimane coinvolto nelle indagini relative ad un furto, e ritenuto colpevole. Ma non tutto è come
sembra. Confortato dall’amicizia di Sally, sarà proprio Tommy, il ragazzo “bruciato” dal dolore, dalla
solitudine e dall’intolleranza, a scoprire e rivelare le mostruosità che hanno ammorbato quel tranquillo
paese di provincia. Una storia di coraggio e di amore per la verità, ma che non nasconde la violenza e la
cattiveria umana.
P. Hawkins, (Gran Bretagna), Dentro l’acqua, 2019, pp. 384 Quando il corpo di sua sorella Nel viene
trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che
non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un
luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l’hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso
che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella,
ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e
da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine – donne “scomode”, difficili, come lei -, ma
mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E
perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente
come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei
suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.
S. Rooney, (Irlanda), Persone normali, 2019, pp. 248 Marianne è una ragazza intelligente, troppo
introversa per essere compresa e per farsi comprendere nel piccolo paese della provincia irlandese in cui
vive. Marianne crede di non essere adatta per l’amore, perché l’amore che ha visto e che vede nella sua
ricca famiglia è qualcosa che somiglia all’odio ed è meglio evitare. Poi arriva Connell, che sembra
poterla davvero amare, che è sensibile e intelligente ma si vergogna di lei, perché le scuole superiori
sono una giungla di giudizi e non si dovrebbero frequentare quelli che gli altri ti dicono di non
frequentare, anche se gli altri non ti piacciono. All’università, però, tutto cambia: Marianne scopre di
piacere a tutti e non solo a Connell, di essersi trasformata da brutto anatroccolo in cigno. Ma non riesce
a dimenticare quanto Connell sia speciale. Il loro è un rapporto che sembra destinato a non compiersi
mai. Lui non può fare a meno di scappare e Marianne di finire tra le braccia di qualcuno che le fa del
male. Continueranno a prendersi e lasciarsi andare, a ferirsi e salvarsi a vicenda, cercando di capire come
districarsi in questo bizzarro e complicato mondo.
Anno 2018-2019
M. Balzano (Italia), Resto qui, 2018, pp. 176 Nel villaggio sudtirolese di Curon, nel 1923, l’io
narrante di questa storia, Trina, sta preparando l’esame di maturità. Malgrado la comunità parli la
propria lingua materna, il tedesco, Trina studia in italiano, perché il suo sogno è diventare maestra.
Quando però il governo fascista imporrà insegnanti “italiani”, Trina accetterà di insegnare nelle scuole
clandestine, nate per mantenere viva la lingua e la cultura tedesche. In seguito Trina conosce Erich, un
uomo che ama lavorare la terra e allevare il bestiame, anche se si tratta di un lavoro faticoso e senza
prospettive. Lo sposa, e con lui avrà due figli, Michael e Marica; Per ragioni diverse i due figli daranno
un grande dispiacere ai genitori. Negli anni successivi Trina ed Erich cercheranno di resistere all’ascesa
del nazismo e alla guerra, dalla quale Erich tornerà ferito nel corpo e nello spirito. Quando, finita la
guerra, Erich e Trina credono di aver trovato pace, ecco che la Montecatini riprende il vecchio progetto
di costruire un’enorme diga destinata a sommergere l’intero villaggio. Erich e Trina, al contrario di
altri, non accetteranno l’imposizione: non solo rifiuteranno di lasciare la loro casa, ma lotteranno senza
tregua, pur di salvare la loro comunità, le case, la chiesa, le tradizioni, i morti.
A. Basso (Italia), L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, 2015, pp. 280 Vani è una giovane
donna dotata di un’empatia profonda, un intuito raffinato, uno spirito di osservazione fuori dal comune,
e di queste caratteristiche ha fatto il suo mestiere: Vani infatti è una ghostwriter per un’importante casa
editrice. Scrive libri per altri: l’autore le consegna la sua idea, il materiale su cui documentarsi e lei
riempie le pagine delle stesse identiche parole che avrebbe utilizzato lui. Un lavoro svolto nell’ombra.
E a Vani sta bene così. Anzi, preferisce non incontrare di persona gli scrittori per cui lavora. Fino al
giorno in cui ilsuo editore non la obbliga a fare due chiacchiere con Riccardo, autore di successo in preda
ad una crisi di ispirazione. I due si capiscono al volo e tra loro nasce una sintonia inaspettata, fatta di
citazioni tratte da Hemingway, Fitzgerald, Steinbeck. I due creano insieme un libro che diventa un
fenomeno editoriale senza paragoni, ma poco dopoRiccardo sembra essersi dimenticato di lei. Il destino,
tuttavia, è imprevedibile: le loro strade si intrecciano nuovamente, proprio quando Vani ha bisogno di
tutta la sua concentrazione, di tutto il suo intuito: un’autrice per cui sta lavorando è stata rapita e la
polizia vuole la sua collaborazione, perché solo lei può entrare nella mente del sequestratore.
C. Ng (U.S.A), Tanti piccoli fuochi, 2018, p. 371 La vicenda è ambientata in una ordinata cittadina
degli U.S.A., circa vent’anni fa. La ricca famiglia Richardson – due genitori e quattro figli – vive
agiatamente nella propria bellissima casa; la signora Richardson vigila sulla vita di tutti, imprimendo
il proprio stile di eleganza e perfezionismo esteriore. Inevitabile il confronto con lo stile di vita di Mia,
la domestica da poco assunta dai Richardson in cambio di un piccolo alloggio: Mia è una madre single
che ha scelto una vita itinerante fatta di lavori saltuari, per dedicare tutto il tempo libero alla fotografia
artistica. Sua figlia adolescente, Pearl, farà amicizia con i ragazzi Richardson, fino a convincere la
madre a mettere fine ai loro vagabondaggi per stabilirsi definitivamente in città. Ma quella che
dovrebbe essere una svolta positiva nella vita delle due donne e dei loro figli, suscita invece uno scontro
implacabile, che manderà in fumo – letteralmente – non solo i pregiudizi e le certezze di qualcuno, ma
anche la serena convivenza delle due famiglie.
Anno 2017-2018
E. Ferrante (Italia), L’amica geniale, 2011, pp. 327 Il romanzo è la storia di un’amicizia
femminile, profonda e al tempo stesso conflittuale, tra Lila e Lenù, che crescono insieme in un rione
povero di Napoli, negli anni Cinquanta. La loro infanzia trascorre tra litigi con i genitori e
scorribande per la strada; pare che non ci sia un futuro diverso per loro, se non attraverso la scuola: se
si è bravi nello studio, forse si potrà abbandonare il rione ed avere un futuro migliore. Lila, anima
ribelle, è brava a scuola, quasi geniale, mentre Lenù, per quanto diligente, non riesce a ottenere i
risultati dell’amica. Arriva l’adolescenza e tutto cambia: Lila non può proseguire gli studi, mentre
Lenù continua a studiare, e questo sarà importantissimo per la sua vita. Lila, però, continuerà ad
avere la sua creatività trasgressiva, che cercherà di mettere a frutto nel laboratorio del padre
ciabattino, dov’è costretta a lavorare. Il libro segue le vicende di Lila e Lenù, attraverso lo sguardo di
quest’ultima, e ci racconta il loro complesso rapporto, la loro crescita, i loro cambiamenti, fino al
matrimonio di una delle due.
L. Marone (Italia), La tentazione di essere felici, 2015, pp. 268 Cesare Annunziata è un vecchio
deluso e cinico che ha deciso di fregarsene di tutti, a cominciare dai due figli, e di vivere gli anni che
restano senza problemi o rimpianti. Poche persone lo circondano: Marino, l’amico di bevute del
secondo piano; Eleonora, la gattara del condominio, e Rossana, la matura infermiera che arrotonda le
entrate con incontri a pagamento per i vedovi del quartiere. La sua esistenza subisce una scossa con
l’arrivo di Emma, una giovane donna enigmatica, sposata con un individuo rude e violento che così
poco le somiglia. La nuova vicina scardinerà le certezze di Cesare e il suo consolidato stile di vita,
entrando nella vita del protagonista con lenta ma inarrestabile progressione e rompendo la bolla di
egoismo in cui Cesare si è chiuso; con la sua fragilità e il dolore che nasconde, Emma lo obbliga a
vedere, a sentire, a sporcarsi le mani, ad arrossarsi gli occhi di lacrime, salvandolo dal torpore
affettivo. Una storia amara e dolente, intrisa di umanità, che ci ricorda che anche nei momenti bui, in
cui ci sentiamo amareggiati e perduti, possiamo trovare qualcosa o qualcuno capaci di farci
riassaporare la felicità.
M. Serrano (Cile), Il giardino di Amelia, 2016, pp. 248 Cile, anni Ottanta, sotto la dittatura del
generale Pinochet. Un giovane sovversivo, Miguel Flores, sospettato di svolgere attività
rivoluzionarie, viene mandato al confino in un paese nei pressi di una grande tenuta, La Novena, di
proprietà di una ricca latifondista, Amelia. Tra i due, dopo un’iniziale diffidenza, nasce un profondo
legame, arricchito dal gusto per la lettura. Amelia è una signora molto colta, che ha viaggiato ed è
stata traduttrice. La sua mentore è stata una cugina, Sybil, che abita a Londra e lavora in una grande
casa editrice. La vita scorre tranquilla; il legame tra Amelia e Miguel si fa sempre più stretto, lui va a
vivere da lei, finché una notte arrivano i militari a dargli la caccia perché sono state scoperte delle
armi sepolte nella tenuta. Miguel riesce a fuggire, abbandonando Amelia. Molti anni dopo Miguel,
che si è rifatto una vita in Europa, tramite Sybil viene a sapere cosa è successo ad Amelia dopo la sua
fuga. Tormentato dai sensi di colpa, capisce che l’unica maniera per superarli è tornare in Cile e
affrontare il proprio passato. Una storia d’amore, di esilio, di fiducia tradita e di perdono.
Anno 2016-2017
M. Brask (Danimarca), La vita perfetta di William Sidis, 2014, pp. 385 “A 18 mesi legge il New
York Times, a 4 anni impara da solo greco e latino, a 6 memorizza all’istante ogni libro che sfoglia,
parla dieci lingue e ne inventa una nuova, il vendergood, e dopo aver scritto saggi di matematica e
astronomia presenta undicenne ad Harvard la sua teoria sulla Quarta Dimensione. Vissuto tra New
York e Boston nella prima metà del Novecento, figlio di immigrati ucraini di origini ebraiche,
William Sidis è stato non solo un bambino prodigio, ma una delle menti più eccelse di ogni tempo,
con il quoziente intellettivo più alto mai misurato”. Il libro ricostruisce, romanzandola, la vita vera di
un genio che, pur dotato di sensibilità e ideali, sarà “condannato dalle sue stesse doti a essere tagliato
fuori dalla società, emarginato come tutti i diversi”.
J. Niven (U.S.A.), Raccontami di un giorno perfetto, 2015, pp. 398 Violet Markey e Theodore
Finch s’incontrano per caso una mattina di gennaio sulla torre campanaria della loro scuola, dove si
erano recati tutti e due con uno scopo: buttarsi giù e mettere fine alla loro vita. Ma quell’incontro
inaspettato fa cambiare loro idea, convincendoli a tornare alla loro vita di tutti i giorni. I due sono
completamente diversi: lui è lo “Schizzato” della scuola, il ragazzo pazzo e stravagante di cui ridono
e hanno timore gli altri studenti; lei è una delle ragazze più popolari del liceo, ex cheerleader e
aspirante scrittrice. Eppure, qualcosa in comune ce l’hanno se entrambi sono saliti su quella torre per
la stessa ragione, e, forse, è per questo che le loro vite s’intrecceranno più di quanto immaginano.
Ma, se si sono salvati a vicenda una volta, riusciranno a farlo ancora? Una storia sincera e
coinvolgente che tratta di temi come il suicidio, l’amore e il legame con la famiglia, in maniera
originale e divertente, e soprattutto facendo attenzione ad “assolutamente, categoricamente evitare la
banalità”.
R. Romagnolo (Italia), La figlia sbagliata, 2016, pp. 170 Sabato sera. Ines, una casalinga, sta
lavando i piatti nella propria cucina, mentre segue i programmi televisivi. Alle sue spalle, seduto al
tavolo, il marito Pietro, settantenne, sta facendo un cruciverba, quando improvvisamente viene
colpito da infarto: muore, senza riuscire a richiamare l’attenzione della moglie, che ogni tanto parla
con lui senza voltarsi, e senza stupirsi di un silenzio che ormai da tempo è sceso sulla loro vita. La
donna sembra non accorgersi di ciò che è accaduto, anche se passano le ore, e intanto lei ripercorre la
propria vita, dal corteggiamento di un Pietro giovane e di bella presenza, alla nascita dei due figli,
Riccarda e Vittorio, ai sacrifici per preparare il loro avvenire in modo sicuro e ragionevole. Vittorio è
il figlio perfetto, docile e obbediente, che ha successo nella scuola e nello sport; Riccarda invece è la
figlia ribelle, che non accetta imposizioni e fa le sue scelte, attirandosi il rancore della madre. A poco
a poco, così, i pensieri inquietanti di Ines ricompongono i pezzi di una tragedia familiare che sta per
concludersi.
Anno 2015-2016
T. Huchu (Zimbabwe), Il parrucchiere di Harare, 2014, pp. 245 Vimbai è la parrucchiere più abile
e richiesta di un salone del centro di Harare, finché un giorno non viene assunto un nuovo
parrucchiere, Dumisani, giovane ed affascinante, ma soprattutto straordinariamente bravo. La
padrona del salone e le clienti stravedono per lui, così Vimbai perde il suo primato e guarda con
gelosia il rivale. Dumisani, tuttavia, continua ad essere gentile con lei, anzi, le chiede di affittargli
una stanza di casa sua. Vimbai accetta, spinta dalla necessità di arrotondare le entrate. Dumi porta in
casa un’aria nuova: aiuta Vimbai in casa e fa da papà alla sua bambina. La donna, superata la gelosia,
si sente sempre più attratta da lui. Scopre che il giovane appartiene ad una famiglia ricchissima e
potente: ma allora perché deve lavorare come parrucchiere e affittarsi una stanza ammobiliata?
Vimbai indaga, e scopre il segreto di Dumi, e il motivo per cui egli sembra sottrarsi alle sue profferte
amorose. La scoperta porterà conseguenze drammatiche. Il romanzo induce alla riflessione sulle
diverse forme di amore, ma offre anche un quadro sociale e culturale di un paese africano, diviso fra
tradizione e innovazione.
P. Mastrocola (Italia), Non so niente di te, Italia, 2013 Filippo Cantirami, un giovane e brillante
economista italiano, atteso come conferenziere in uno dei più prestigiosi college di Oxford, fa la sua
apparizione seguito da decine e decine di pecore, ordinate e belanti, e il suo intervento si svolge nel
silenzio e nello stupore generale. I suoi genitori lo credono a Stanford, a terminare il dottorato che lo
porterà ad essere dirigente di una grande azienda. La notizia di quella strana conferenza li getta
nell’ansia: lo hanno sempre ritenuto un figlio e uno studente modello. Chi è davvero il loro figlio? E
poi: chi è quel suo compagno con cui ha stretto un patto? Qual è il loro segreto? La famiglia si
mobilita per cercare una risposta, inseguendo il giovane attraverso due continenti, ma Fil è
introvabile, perché nessuno, neppure i suoi genitori, sa chi sia veramente Fil, e quale sogno stia
coltivando. Un libro leggero e ironico, ma non superficiale, che ci invita a riflettere sulla ricerca di
libertà alla quale ognuno di noi aspira, sull’importanza di prendere decisioni che possano
rappresentare veramente noi stessi, anche al caro prezzo di deludere chi ci vuole bene.
M. Oggero, L’ora di pietra, (Italia), 2013, pp. 280 I suoi primi tredici anni Immacolata, per tutti
Imma, li ha vissuti in un paese del profondo Sud, dove la legge è quella dettata dal boss. Testimone,
non vista, di un terribile delitto, Imma cresce cercando di dominare la propria indole selvatica e
indipendente. In seguito a un suo gesto di coraggiosa ribellione, la famiglia decide di mandarla al
Nord, nascondendola a casa di una zia sconosciuta. Imma si trova allora improvvisamente sola: nelle
lunghe ore solitarie tra le mura dell’appartamento della zia, dietro la finestra, unico contatto col
mondo, aspetta la magica “ora di pietra”, in cui tutto sembra fermarsi e la verità delle cose si rivela
nel silenzio. Ma la vita vera non si ferma, ed è solo violando la sua prigione che Imma conoscerà il
giovane venditore di libri usati che le offrirà la più meravigliosa delle evasioni. Grazie a lui, e ai suoi
libri, Imma troverà ancora una volta il coraggio per un gesto di libertà.
Anno 2014-2015
K. Ishiguro (Gran Bretagna), Non lasciarmi, 2006, pp. 291 Kathy, Tommy e Ruth vivono in un
collegio, Hailsham, immerso nella campagna inglese. Non hanno genitori, ma non sono neppure
orfani, e crescono insieme ai compagni, accuditi da un gruppo di tutori, che si occupano della loro
educazione. Fin dalla più tenera età nasce fra i tre bambini una grande amicizia. La loro vita, voluta e
programmata da un’autorità superiore nascosta, sarà accompagnata dalla musica dei sentimenti,
dall’intimità più calda al distacco più violento. Una delle responsabili del collegio, che i bambini
chiamano semplicemente Madame, si comporta in modo strano con i piccoli. Anche gli altri tutori
hanno talvolta reazioni eccessive quando i bambini pongono domande apparentemente semplici: cosa
ne sarà di loro in futuro? Che cosa significano le parole “donatore” e “assistente”? E perché i loro
disegni e le loro poesie, raccolti da Madame in un luogo misterioso, sono così importanti?
Z. Markus (Australia), Storia di una ladra di libri, 2007, pp. 563 È’ il 1939 nella Germania
nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l’inizio.
Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella
neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso: un libriccino abbandonato lì, forse, o
dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la
prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una
piccola ladra, la storia d’amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano
contro l’orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta
e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché “ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi,
sinagoghe, case e libri”, poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le
volte che ce n’è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura, ma i tempi si fanno
sempre più difficili. Raccontato dalla Morte – curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona – il libro è
un romanzo sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito.
E. Strout (U.S.A.), Resta con me, 2010, pp. 372 Tyler Caskey è il giovane pastore della comunità di
West Annett. I suoi sermoni sono brillanti, la sua sensibilità e il suo carisma sono fuori dal comune;
al suo fianco ha una moglie di grande bellezza e sensualità, insieme alla quale porta un soffio di
vitalità in tutta la cittadina. Eppure un giorno tutto può cambiare, l’attrazione trasformarsi in sospetto
e maldicenza. La morte della giovane signora Caskey travolgerà il marito e le loro bambine in modo
irreversibile. La figlia maggiore, Katherine, di appena cinque anni, smette di parlare chiudendosi in
un silenzio impenetrabile; Tyler non trova più le parole adatte in chiesa, né alcuna misericordia per
chi si rivela ottuso, arido, distante. La vicenda si svolge nel Maine, una terra di antichi pionieri
rigidamente protestanti, ma è contestualizzata nel quadro più ampio della società americana degli
anni Cinquanta. Il punto di forza del romanzo, però, è l’analisi dettagliata dei sentimenti più intimi
dei personaggi, attraverso cui il lettore viene condotto nelle pieghe più oscure dei rapporti affettivi, lì
dove ogni perdita può rivoluzionare una vita. Nel mondo di Elizabeth Strout, tuttavia, aleggia ancora,
inaspettata e dunque più preziosa, l’eco di un’imperscrutabile salvezza.
Anno 2013-2014
T. Chevalier, L’ultima fuggitiva, U.S.A. 2013. Bristol, 1850. Le sorelle Honor e Grace Bright si
imbarcano per l’America, dove Grace è attesa dal suo promesso sposo. Honor, che non ama
l’avventura, l’ha seguita per non rimanere sola in famiglia, proprio ora che il fidanzato l’ha lasciata.
Una volta giunte in Ohio, tuttavia, Grace muore ed Honor rimane sola in un paese sconosciuto, i cui
abitanti hanno uno stile di vita assai lontano da quello della piccola comunità di quaccheri del Dorset,
in cui Honor è cresciuta. Mentre a poco a poco costruisce le sue prime relazioni, viene a contatto con
una situazione sconosciuta in Inghilterra: la schiavitù dei neri è ancora in vigore, così come la caccia
agli schiavi fuggitivi che si dirigono verso nord. Se, da un lato, Honor non ha dubbi nello schierarsi
dalla parte degli schiavi e nell’aiutarli a raggiungere la libertà, dall’altro lato scopre che questa sua
scelta può allontanarla dall’uomo che intanto ha sposato e dalla famiglia di lui, nella cui fattoria vive
e lavora, sotto gli occhi severi della suocera. L’inquietudine di Honor è accentuata dallo strano
sentimento che prova nei confronti di Donovan, un arrogante cacciatore di schiavi, il cui sguardo la
colpisce profondamente. La protagonista, dunque, dovrà misurarsi con la propria emotività
contrastata, divisa tra passato e futuro, tra nostalgia e desiderio di costruirsi una nuova vita, che le
consenta di essere sé stessa, ma anche di accettare gli altri.
J.K. Rowling, Il seggio vacante, Gran Bretagna, 2013 A chi la visitasse per la prima volta, Pagford
apparirebbe come un’idilliaca cittadina inglese. Ma sotto lo smalto perfetto di questo villaggio di
provincia si nascondono ipocrisia, rancori e tradimenti. Tutti a Pagford, dietro le tende ben tirate
delle loro case, sembrano aver intrapreso una guerra personale e universale. La morte di Barry
Fairbrother, il consigliere più amato e odiato della città, porta alla luce il vero cuore di Pagford e dei
suoi abitanti: la lotta per il suo posto all’interno dell’amministrazione locale è un terremoto che
sbriciola le fondamenta, che rimescola divisioni e alleanze. Le amicizie sembrano eclissarsi, parole
velenose sono sulla bocca di tutti, dal cardiologo del paese al preside della scuola pubblica. Eppure,
dalla crisi totale, dalla distruzione di certezze e valori, ecco emergere una verità spiazzante, ironica,
purificatrice: che la vita è imprevedibile e spietata, e affrontarla con coraggio è l’unico modo per non
farsi travolgere, oltre che dalle sue tragedie, anche dal ridicolo.
C. Sanchez, Il profumo delle foglie di limone, Spagna, 2011“Conosci veramente chi ti è vicino?”
La domanda che compare sulla copertina incuriosisce e richiama un aspetto che si rivelerà
fondamentale perché, come ha commentato il giornale El Mundo, il libro “svela l’orrore che la
normalità cela”. Eppure non è solo un libro che tratta di orrori successi un tempo; questo è anche un
romanzo che parla di amore e di amicizia e “del profumo di limoni”, quello che Sandra sente quando
scende in spiaggia. Non è un bel momento quello che la giovane sta vivendo: sola, in attesa di un
figlio, prova il disperato bisogno di capire cosa fare della sua vita. Sembra trovare aiuto in due
amabili vecchietti, che la accolgono in casa loro e le offrono amicizia. In realtà un orribile segreto si
nasconde dietro il loro volto sorridente e sarà Julian, con delicata ostinazione, ad aiutarla a capire. Ma
chi è Julian? Anche lui ha un passato sconvolgente, che risale a tanto tempo prima, all’epoca dei
campi di concentramento, ad un’epoca che tuttavia non si può scordare. E Sandra capirà, si fiderà di
Julian e lo aiuterà nel suo intento di denunciare il male commesso da uomini spietati contro altri
uomini innocenti. E chissà che un futuro nuovo non stia attendendo Sandra e il suo bambino.
Anno 2012-2013
Susan Abulhaw, Ogni mattina a Jenin, 2011 (U.S.A.) La creazione dello Stato di Israele nel 1948
costrinse migliaia di persone ad abbandonare le proprie terre, per essere confinate in ghetti. L’autrice
(nata da una famiglia palestinese in fuga dopo la “Guerra dei sei giorni” e trasferitasi da adolescente
negli Stati Uniti) racconta la storia di quattro generazioni di una famiglia palestinese, costretta a
rifugiarsi dopo il 1948 nel campo profughi di Jenin. La voce narrante è quella di Amal, la nipote del
patriarca, che racconta la sua storia, incredibile e comune, di guerre e disperazione. Sullo sfondo, la
storia della Palestina, intrecciata alle vicende di una famiglia che diventa simbolo di tutte le famiglie
palestinesi e si snoda nell’arco di quasi sessant’anni, attraverso gli episodi che hanno segnato la
nascita di uno stato e la fine di un altro. L’autrice non cerca i colpevoli tra gli israeliani, che anzi
guarda con empatia, rispetto e consapevolezza; racconta, invece, la storia di tante vittime capaci di
andare avanti solo grazie all’amore: l’amore tra un contadino e la sua terra, tra una madre e i suoi
figli, tra un uomo e una donna, tra amici. La trama e lo stile ricordano Il cacciatore di aquiloni,
ambientato però in Palestina.
Gianrico Carofiglio, Il silenzio dell’onda, 2011 (Italia) Roberto Marias è in cura presso uno
psichiatra, per cercare di rimettere ordine nella sua vita. Per anni ha lavorato come carabiniere “sotto
copertura”, cioè si è infiltrato sotto falsa identità in organizzazioni criminali, facendo arrestare
trafficanti di droga ricercati in tutto il mondo. Ma il lavoro a contatto col crimine spezza il suo
equilibrio interiore: assume comportamenti assai preoccupanti, a causa dei quali viene messo in
congedo per ragioni di salute. Durante le sedute dallo psichiatra riemergono schegge del suo passato
professionale, ma anche esistenziale: Roberto recupera ricordi della propria adolescenza, e soprattutto
il ricordo del proprio padre, detective come lui, con il quale condivideva la passione per il surf. La
tragica scomparsa del padre ha segnato profondamente la vita di Roberto, lasciando in lui attese
deluse e interrogativi irrisolti. Ma la vita è imprevedibile, e un incontro fortuito ridarà a Roberto il
gusto per la vita, il coraggio di lanciarsi di nuovo sulle onde e la forza per impegnarsi ad aiutare chi
ora è “figlio” ed ha bisogno di un “padre” che lo protegga. Così si compie “il cerchio della vita, e le
storie dei padri e dei figli, e della loro disperata ricerca gli uni degli altri”.
Alessandro D’Avenia, Cose che nessuno sa, 2011 (Italia) Margherita ha quattordici anni, quando
suo padre abbandona la famiglia, lasciando la figlia distrutta, proprio mentre sta affrontando il suo
ingresso nel mondo del liceo. Questa volta non basterà l’aiuto della madre e del fratello, né la
saggezza di nonna Teresa per far guarire la ferita che si è aperta nel suo cuore, ma saranno due
compagni di scuola, l’amica Marta e il misterioso Giulio, ad accompagnarla nella ricerca del padre,
in un viaggio parallelo a quello di Telemaco, il figlio di Ulisse. Sarà un cammino pericoloso e pieno
di sofferenza, dove tante domande rimarranno irrisolte, perché l’amore e il mistero della vita sono
cose che nessuno sa, questioni per le quali nemmeno gli adulti hanno risposte definitive. Sarà un
percorso di formazione che porterà Margherita alla scoperta dei dolorosi segreti che si nascondono
dietro la bellezza; un viaggio che cambierà radicalmente il destino della giovane e dei suoi compagni.
Un libro che fa riflettere sull’adolescenza, sulle fragilità della famiglia, sull’istituzione scolastica ed
anche sull’assenza di padri capaci di assurgere a figura simbolica, in grado di trasmettere un’eredità
ai figli e indicare loro la strada da seguire.
Anno 2011-2012
P.Roth, Nemesi, Einaudi, 2011 (U.S.A). Newark, U.S.A., 1944. Buck Cantor, un animatore di
campo giochi vigoroso, attivo e responsabile, vive con frustrazione l’esclusione dalla guerra a fianco
dei suoi amici e coetanei, a causa di un difetto alla vista. Anche Buck, tuttavia, sarà chiamato a
combattere una guerra personale contro la poliomielite, che nell’estate comincia a falcidiare il suo
campo giochi, portando la morte tra i suoi ragazzi. Il narratore (la cui identità si scoprirà alla fine)
registra con attenzione i sentimenti che l’epidemia suscita tra gli abitanti della cittadina e, in
particolare, in Buck, il cui senso di responsabilità lo indurrà a porsi inquietanti domande sul senso di
ciò che sta accadendo e sul proprio ruolo nella vicenda, fino all’imprevedibile epilogo.
M. Haddon, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, Einaudi, 2003 (Inghilterra). “Questo è
un giallo diverso da tutti gli altri. L’investigatore è Christopher Boone, ha quindici anni e soffre della
sindrome di Asperger, una forma di autismo. Christopher ha un rapporto molto problematico con il
mondo. Capisce tutto di matematica e pochissimo degli esseri umani. Non mangia se cibi diversi
entrano in contatto l’uno con l’altro, si arrabbia se i mobili di casa vengono spostati, non riesce ad
interpretare l’espressione del viso degli altri, non sorride mai. Christopher non è mai andato più in là
del negozio dietro l’angolo, ma quando scopre il cadavere del cane della vicina, capisce di trovarsi
davanti ad uno di quei misteri che il suo eroe, Sherlock Holmes, era così bravo a risolvere. E inizia
così un viaggio straordinario che gli cambierà la vita”.
M. Veladiano, La vita accanto, Einaudi, 2011 (Italia). Vicenza, qualche decennio fa. Rebecca è
nata irreparabilmente brutta. Sua madre dopo il parto non l’ha mai presa in braccio e si è sigillata in
se stessa. Suo padre ha lasciato che accadesse. A prendersi cura di lei, la bella e impetuosa zia
Erminia, il cui affetto nasconde però qualcosa di tremendo, e la tata Maddalena, sempre piangente,
seppur profondamente legata a lei. Ma Rebecca ha mani perfette e talento per il pianoforte. Sarà
proprio l’incontro con una vecchia musicista ad offrire a Rebecca uno sguardo nuovo sulla storia
della sua famiglia e, insieme, la possibilità di realizzarsi.
Anno 2010-2011
Muriel Barbery, L’eleganza del riccio, 2007, E/O. Siamo a Parigi in un elegante palazzo abitato da
famiglie dell’alta borghesia. Nella guardiola lavora la portinaia Renée, grassa, sciatta, scorbutica e
teledipendente. Niente di strano, dunque. Tranne il fatto che, all’insaputa di tutti, Renée è una
coltissima autodidatta, che adora l’arte, la filosofia, la musica, la cultura giapponese. Cita Marx,
Proust, Kant. Nel palazzo abita anche Paloma, la figlia di un ministro ottuso. Dodicenne geniale,
brillante e fin troppo lucida, finge di essere una ragazzina mediocre; stanca di vivere, però, ha deciso
di farla finita. Due personaggi in incognito, quindi, diversi eppure accomunati dallo sguardo
ironicamente disincantato, che ignari l’uno della finzione dell’altro, si incontreranno solo grazie
all’arrivo di monsieur Ozu, un ricco giapponese, il solo che saprà smascherare Renée.
Alessandro D’Avenia, Bianca come il latte rossa come il sangue, 2010, Mondadori. “Leo è un
sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive
in perfetta simbiosi con il suo iPod”. La storia di cui è protagonista “non è solo un romanzo di
formazione, non è solo il racconto di un anno di scuola, è un testo coraggioso che, attraverso il
monologo di Leo, racconta cosa succede nel momento in cui nella vita di un adolescente fanno
irruzione la sofferenza e lo sgomento, e il mondo degli adulti sembra non aver nulla da dire”
Jon Krakauer, Nelle terre estreme, 1996, Il Corbaccio
Il libro racconta la storia commovente di Christopher McCandless, un giovane che, diplomatosi con
successo e con la possibilità di una promettente carriera, abbandona tutto e lascia la civiltà per
immergersi nella natura. Intraprende così il viaggio della sua vita e dopo due anni di avventure,
incontri e riflessioni, giunge in Alaska per immergersi nella natura estrema. Spinto dal rifiuto di una
società troppo burocratizzata e dall’ostilità verso una famiglia caratterizzata dalla falsità, si incammina
in un viaggio che non è solo fisico, ma soprattutto interiore.
Anno 2009-2010
D. Grossman, Qualcuno con cui correre, 2001. Gerusalemme, giorni nostri: il sedicenne Assaf deve
scoprire a chi appartiene la cagna Dinka. Grazie all’animale, la sua vita incrocia quella di Tamar, una
ragazza ribelle fuggita di casa per salvare il fratello tossicodipendente da una banda di malviventi che
lo sfrutta. Attraverso mille avventure, Assaf arriverà a conoscere Tamar prima ancora di incontrarla,
pur senza chiarire del tutto il mistero di cui ella è protagonista. (problematiche giovanili; giallo;
psicologico; sentimenti)
G. Carofiglio, Il passato è una terra straniera, 2004. La vita di Giorgio, figlio e studente
universitario modello, si incrocia con quella di Francesco, giovane bello ed affascinante, che conduce
una vita brillante grazie alla sua abilità di giocatore di carte, o meglio, di baro. Giorgio diventa amico
e complice di Francesco; la sua vita cambia in modo graduale, ma inarrestabile, giungendo a sfiorare
il delitto. (Problematiche giovanili; giallo-thriller; psicologico; formazione)
P. Giordano, La solitudine dei numeri primi, 2008. Alice e Mattia vivono, da bambini, dolorose
esperienze che segneranno la loro vita: un grave incidente sportivo per Alice, un tragico incidente
familiare per Mattia. Le loro vite parallele – adolescenti, giovani e infine adulti – ad un certo punto si
incroceranno, rivelando l’affinità dei due personaggi, paragonabili a due numeri primi gemelli, quelli
separati da un solo numero pari, “vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero”. (problematiche
giovanili; psicologico; sentimenti)
Personale scolastico